NON AMO IL TERMINE DIETA
Se con esso si intende un elenco di alimenti permessi o non concessi, con relative grammature rigide a cui il paziente deve attenersi scrupolosamente.
Il paziente non deve subire l’alimentazione, né tantomeno perdere il piacere del cibo, ma imparare a scegliere in modo corretto sulla base delle sue personali esigenze e dei suoi gusti.
Dopo anni di pratica tra la formazione continua e l’esperienza lavorativa, ho compreso che senza la giusta comunicazione le diete non funzionano: scoperta frustrante tanto per il nutrizionista – che potrebbe non sentirsi competente in materia – quanto per il paziente che vive a sua volta un fallimento.
La mia linea
Step n°1
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Il percorso inizia nel momento stesso in cui il paziente si accomoda nel mio studio
Per me inizia la fase dell’ascolto del paziente e della sua storia alimentare: mi permetto di entrare in punta di piedi nella sua vita per supportarlo nel fare ordine.
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Non esistono la dieta dimagrante né la dieta di mantenimento, ma le abitudini alimentari
Le abitudini alimentari del paziente sono il vero punto di partenza per un percorso di nutrizione. Al centro del percorso c’è il paziente; io sono solo una guida che lo supporta nel muovere i primi passi autonomamente, modificando poco per volta proprio le sue abitudini alimentari.
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Intraprendere un percorso di educazione alimentare con me
Significa procedere per micro-obiettivi: nel tempo diverranno un nuovo stile di vita che non sarà più abbandonato.
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Le diete funzionano con la giusta comunicazione
Dopo anni di pratica tra la formazione continua e l’esperienza lavorativa, ho compreso che senza la giusta comunicazione le diete non funzionano, scoperta frustrante tanto per il nutrizionista – che potrebbe non sentirsi competente in materia – quanto per il paziente che vive a sua volta un fallimento.
Piano personale di trasformazione
Step n°2
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Come si compone il mio lavoro
Il mio lavoro non si compone solo di misurazioni oggettive sul paziente (come peso e altezza), calcoli matematici (calorie e percentuali di carboidrati, proteine e grassi), ma soprattutto di tanta comunicazione con il paziente, tassello fondamentale che consente la connessione tra le mie conoscenze nutrizionali e la sua volontà di metterle in pratica.
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L’ascolto del paziente
Le storie dei miei pazienti devono essere ascoltate, così come le loro esigenze e le difficoltà che devono essere comprese, senza dimenticare di cogliere le loro emozioni con empatia: solo così il mio lavoro ha ragion d’essere.
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Ecco perché ho acquisito e affinato abilità professionali che vanno oltre la dieta
Il Master di Coaching Nutrizionale che ho conseguito mi ha insegnato proprio ad ascoltare attivamente il paziente, le sue esigenze e i suoi bisogni, aiutandolo a riconoscere la motivazione che lo spinge a rivolgersi a me per ottenere il suo cambiamento e raggiungere i suoi obiettivi.
Il modello che seguo
“Il Primo P.A.S.S.O.®`` di Be-Well
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Preparazione
Preparare in modo efficace la prima visita a partire dai dati analizzati precedentemente (durante il colloquio telefonico preliminare, il diario alimentare, eccetera) fino all’ambiente, affinché sia consono per accogliere il paziente e farlo sentire a suo agio, consentendomi di utilizzare le risorse migliori.
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Accoglienza
Accogliere il paziente nel mio studio e iniziare a porre le basi della conoscenza impostando il rapporto professionista/paziente sull’ascolto che porterà la persona ad aprirsi e fidarsi, fornendo ulteriori informazioni utili per impostare un percorso nutrizionale.
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Storia del cliente
Anamnesi generale della storia passata e presente del paziente, riguardo le sue condizioni fisiologiche e/o patologiche; analisi dei referti medici, familiarità patologica e storia del peso.
Anamnesi alimentare per indagare su quanto, cosa, come e con chi mangia mediante il Recall delle 24 ore e la supervisione del diario alimentare precedentemente compilato dal paziente. -
Schemi mentali
Individuare e far emergere abitudini e convinzioni limitanti per il paziente e che possono ostacolare il suo cambiamento alimentare.
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Obiettivo
Definire un obiettivo SMART (Specifico, Misurabile, Attendibile, Rilevabile, Temporale) e vari micro-obiettivi da raggiungere lungo il percorso nutrizionale da intraprendere, traducendolo in azioni semplici, raggiungibili e personalizzate.
