Proprio con il detto popolare “mica pizza e fichi” voglio parlarvi del frutto estivo più amato e spesso temuto (vi anticipo anche senza alcun senso!): il succulento e dolcissimo fico!

Ma prima di approfondire i valori e le proprietà nutrizionali dei fichi e sfatare i principali falsi miti che sono stati attribuiti a questo frutto, voglio raccontarvi da cosa nasce uno dei detti più utilizzati, soprattutto dai romani, quando si vuole sottolineare un oggetto, una situazione o una qualità di un certo spessore, valore e quindi importanza. La pizza e i fichi sono due pietanze che un tempo non avevano un costo eccessivo: la pizza è un alimento che si può preparare anche in casa con pochi ingredienti quali farina, lievito, olio e sale mentre, i fichi se raccolti direttamente dall’albero sono a costo zero (oltre ad essere anche a km0 e di qualità e sostenibilità per l’ambiente ed il pianeta!). Quindi, rappresentando “il cibo dei poveri” il detto popolare “mica pizza e fichi” voleva mettere a confronto queste pietanze di “poco valore” (in termini economici) con qualcosa al contrario di molto prestigioso!

E pensare che oggi c’è una controtendenza che si basa proprio sulla ricerca del semplice, genuino, povero ma buono e per questo tanto prezioso ai nostri occhi e al nostro palato! Ecco perchè ci piace tanto mangiare i fichi! Ancor di più se li abbiamo colti con soddisfazione dal nostro orto; o meglio se li riceviamo in dono da vicini, amici e parenti che possiedono queste preziose piantagioni o se li cogliamo arrampicandoci, come dei bimbi, sulle piante selvatiche che incontriamo lungo i sentieri che ci conducono nelle paradisiache spiagge visitate durante le nostre vacanze estive!

Ma questi fichi, così tanto dolci e buoni, sono veramente eccessivamente calorici e da evitare?! Mi sto rendendo conto, con l’esperienze e le tante persone che incontro nei miei studi, che siamo diventati una società che teme il bello e il buono, allontanando quello che la natura ci offre e ricercandolo paradossalmente in un mondo fittizio e artificiale. “I fichi non li mangio perchè sono zuccherini” mi viene detto dalle stesse persone che bevono succhi di frutta “light” e coca cola zero. Ecco, questo per me è un paradosso! I miei percorsi nutrizionali si basano proprio su una ri-educazione alimentare in termini di scelte alimentari più consapevoli.

I fichi (ficus carica), per esempio, sono dei frutti appartenenti alla famiglia della Moraceae il cui contenuto calorico si aggira intorno alle 50 kilocalorie su 100g di prodotto, esattamente come quello di 100g di mela o kiwi! Pertanto, sfatiamo il primo mito che si cela da anni dietro a questo frutto: i fichi non sono calorici, in senso assolutistico! Di conseguenza, chi segue un regime alimentare restrittivo finalizzato al dimagrimento può mangiare serenamente i fichi, se lo desidera, esattamente come altri tipi di frutta poichè, oltre al loro apporto di carboidrati semplici pari a 11,2 grammi per 100 grammi di prodotto, contengono anche tante altre sostanze come la fibra (2 grammi), acqua (81,9%), vitamine e sali minerali con molte proprietà nutritive su cui soffermarci mentre, sono poveri di proteine (0,9 grammi) e lipidi (0,2 grammi).

Tra le proprietà nutrizionali dei fichi c’è sicuramente il loro contributo nella prevenzione dell’osteoporosi, grazie al buon contenuto di calcio importante per le ossa; dell’anemia, grazie al loro contenuto di ferro; nella regolazione della contrazione muscolare (anche cardiaca), dell’omeostasi idrica e della pressione sanguigna grazie alla presenza di potassio, oltre a contribuire alla regolazione di numerosi meccanismi biologici a cui partecipa il manganese, di cui questi frutti sono ricchi.

Inoltre, i fichi apportano anche Vitamine del gruppo B ed in particolare della B5 o acido pantotenico importante per l’integrità di pelle, capelli e cicatrici oltre ad avere un ruolo nella prevenzione della stanchezza; fibra insolubile importante per aumentare il transito fecale e le antocianine, sostanze antiossidanti, che conferiscono il tipico colore rossastro della polpa e violaceo delle buccia di alcune specie di fichi: queste sostanze migliorano i parametri di rischio cardiovascolare.

Un alimenti, quindi, si considera a 360°, nella sua interezza e si contestualizza all’interno del regime alimentare più o meno sano che si segue. Non ci si focalizza sul singolo nutriente, perchè così facendo nessun alimentò potrà mai essere considerato completo e quindi sano e bilanciato! Al contempo nessun alimento può essere considerato dannoso per la salute, solo perchè contiene quella specifica sostanza! Pensateci un attimo: così facendo tutta la frutta, fonte principale di zuccheri semplici (in particolare fruttosio) ad alto indice glicemico, dovrebbe essere considerata dannosa per la nostra salute e strettamente correlata all’insorgenza di malattie dismetaboliche come il diabete! Ma tutti, ormai, siamo in grado di considerare questa affermazione falsa, in quanto conosciamo l’importanza di consumare regolarmente e nei giusti limiti tutti i tipi di frutta, seguendo la sua stagionalità!

Infatti, secondo le linee guida di una sana e corretta alimentazione a fare la differenza sono anche:

  • la quantità: consigliano di consumare giornalmente massimo tre porzioni di frutta, ciascuna corrispondente a circa 150 grammi, salvo diverse indicazioni.
  • la varietà: consigliano di scegliere sempre frutta diversa col trucco dei “cinque colori” per assicurarci l’apporto di vitamine e sali minerali che varia in base alla tipologia e sconsigliano di fissarsi per lunghi periodi sulla stessa frutta.
  • la stagionalità: seguendo il ciclo di madre natura, ci assicuriamo di mangiare frutta realmente ricca di nutrienti!

Sulla base di quello fin ora scritto, è facile anche sfatare l’ultimo dei falsi miti che si aggira su questo prezioso frutto perchè diciamolo a voce alta, finalmente: anche i diabetici possono mangiare i fichi! Chi l’ha detto che le persone affette da Diabete Mellito non possono? Mi dispiace contrariare il parere di un medico, se a farlo è stato proprio lui, ma se questo è privo di fondamenta e aggiornamenti scientifici non posso fare altrimenti!

I fichi, pur avendo un cospicuo apporto di zuccheri semplici con conseguente aumento della glicemia in seguito al consumo (come succede per qualsiasi altro frutto, soprattutto se mangiato da solo e fuori pasto) hanno anche un buon contenuto di fibra che ne rallenta l’assorbimento!

Pertanto, i diabetici in cura e con una glicemia tenuta sotto controllo possono gustare i fichi senza aver paura di recare danno o peggioramento alla loro condizione patologica, rispettando le giuste quantità personalizzate e indicate dallo specialista curante.

Attenzione, invece, ai fichi secchi che, andando incontro ad un processo di disidratazione hanno un contenuto più alto di zuccheri!

A questo punto direi che ci sono fichi per tutti! Godiamoceli con parsimonia per quel poco che ci resta: vi ricordo che sono frutti che seguono la stagionalità estiva da giugno a settembre.

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